Gambero Rosso: l’articolo di Dagospia

Da Dagospia del 10 giugno 2009:

“Continua la discesa libera del Gambero Rosso. Prima la fuoriuscita (con spigolosa causa ancora aperta) del padre fondatore Stefano Bonilli. Poi il divorzio da Carlin Petrini, carismatico leader di Slow Food per la Guida dei vini. E ancora beghe sindacali e un possibile divorzio da RaiSat (dopo il passaggio al digitale terrestre) per il Gambero Channel, il cui contratto è giunto a scadenza. E ancora, il ricorso a due consiglieri nazionali dell’Associazione Sommelier per tamponare la perdita di collaborazioni dopo il divorzio da Slow Food, con – ciliegina sulla torta – le dimessioni in data odierna della principale firma gastronomica del Gruppo, Marco Bolasco che ha presentato le sue ragioni in un accorato comunicato. Ma è stato subito rimpiazzato da Clara Barra e Giancarlo Perrotta…”.

Guide – Barra e Perrotta nuovi curatori del Gambero Rosso (Ansa)

Roma, 10 giugno – Clara Barra e Giancarlo Perrotta sono i nuovi curatori delle Guide gastronomiche del Gambero Rosso. Lo ha reso noto il Gruppo editoriale Grh dopo le dimissioni di Marco Bolasco che ha definito le nomine “rinnovamento nella tradizione e nella continuità”. “In realtà – spiega il Gambero Rosso – si tratta di un ritorno, perché entrambi hanno già diretto il settore. Clara Barra, giornalista professionista, è al Gambero Rosso dal 1992, Giancarlo Perrotta, notaio in Roma, è uno dei collaboratori storici delle Guide. Con le decisioni di oggi, Grh compie un ulteriore passo avanti nella riorganizzazione aziendale che punta alla valorizzazione di alcune delle figure che hanno maggiormente contribuito alla crescita e al successo del gruppo”. Il Gruppo ha poi ricordato che nei mesi scorsi “erano stati già nominati curatori della Guida dei vini altri due giornalisti ‘cresciuti’ alla scuola del Gambero Rosso, Marco Sabellico e Eleonora Guerini (affiancati da Gianni Fabrizio, proveniente da Slow Food) e confermata alla Direzione editoriale libri Laura Mantovano, al Gambero Rosso dal 1988. Direttore responsabile del mensile e di tutte le guide è Daniele Cernilli”. (Ansa)

Guide – Il comunicato ufficiale di Marco Bolasco: “Gambero Rosso addio”

Curatore della guida “Ristoranti d’Italia” e della guida “Low cost”, autore di punta del Gambero Rosso Channel, dopo 13 anni di collaborazione Bolasco si dimette: “Non posso fare altrimenti, non condivido le scelte editoriali e organizzative della nuova proprietà. non ritrovo più il progetto culturale del Gambero Rosso che avevo sposato alcuni anni fa e in cui avevo creduto. Faccio un passo indietro e ringrazio comunque l’azienda per l’esperienza professionale che mi ha fatto fare”.

10 giugno 2009. Le dimissioni di Marco Bolasco, presentate oggi alla direzione del Gambero Rosso, chiudono una collaborazione iniziata nel 1997 e durata oltre tredici anni.
Bolasco ha deciso di lasciare il Gambero Rosso e, dunque, la direzione della guida Ristoranti d’Italia come anche il ruolo di autore del Gambero Rosso Channel, la televisione tematica prodotta dal gruppo editoriale in collaborazione con RaiSat.
“Sono entrato – spiega Marco Bolasco – in questa azienda a 23 anni. Gli devo molto – e non lo dimentico neppure in un momento difficile come questo – perché mi ha permesso di fare un’esperienza professionale meravigliosa. Ma ora sono costretto a fare un passo indietro, non trovandomi d’accordo con le – peraltro legittime – scelte editoriali della nuova proprietà… Non ritrovo più lo spirito originale del Gambero Rosso e il progetto culturale che ho sposato e contribuito a far crescere”.
“L’azienda – aggiunge Bolasco – sta operando una serie di tagli che hanno colpito tutti i settori, compresa la redazione delle guide… La verità è che non sono più nelle condizioni di portare avanti il mio lavoro quotidiano come ho sempre fatto. E se non posso lavorare secondo i miei canoni, preferisco lasciare.”
Nel 2006 Marco Bolasco ha assunto il ruolo di curatore di una delle guide leader nel settore della critica gastronomica italiana e internazionale, infondendo una precisa linea editoriale e contribuendo al tempo stesso al profondo cambiamento in atto nella ristorazione italiana, cambiamento fotografato con passione e con un approccio meno snobistico e più attento alla sostanza della proposta gastronomica. In quest’ottica, nel 2007, era stata pensata anche una delle sue più recenti “creature”: la guida Low Cost.
Bolasco è stato anche una delle firme del mensile Gambero Rosso per il quale, nel corso degli anni, ha seguito in particolar modo l’evoluzione della nuova cucina italiana ed europea.
“Non mi riconosco più – precisa Bolasco – nell’attuale rivista, tanto sulla linea editoriale quanto sull’organizzazione quotidiana del lavoro. Aggiungo, come membro del Comitato di Redazione, che siamo stati mortificati nell’ambito dell’accordo sindacale in merito alla cassa integrazione, cui è ricorsa l’azienda da alcuni mesi, rispetto a quella che doveva essere un’equa ripartizione dei turni per i giornalisti dipendenti, ma che non si sta verificando nella maniera più assoluta”.
Bolasco è stato uno dei primi autori del Gambero Rosso Channel, un gruppo pioniere che ha saputo inventare e sviluppare un nuovo linguaggio televisivo legato al cibo e all’enogastronomia.
“Quella del canale è stata una meravigliosa avventura, ho avuto il privilegio di far parte di un gruppo di teste davvero brillanti e ho sposato per anni un progetto editoriale unico nel suo genere”.
“Ringrazio i colleghi della redazione e del canale – conclude Bolasco – con cui ho lavorato fino a oggi. Il mio ruolo al Gambero Rosso è stato il coronamento di un sogno. Se rinuncio a tutto questo è perché, davvero, non vedo altra possibilità”.

Per informazioni contattare:
Ufficio stampa: 334.6788708 – 335.5208289
E-mail: bolasco@gmail.com

Guide – Marco Bolasco lascia il Gambero Rosso (Adnkronos)

Roma, 10 giugno – Marco Bolasco lascia il “Gambero Rosso”. Il curatore della guida “Ristoranti d’Italia” e della guida “Low cost”, autore di punta del Gambero Rosso Channel, si è dimesso dopo 13 anni di collaborazione. Le dimissioni di Marco Bolasco, presentate oggi alla direzione del Gambero Rosso, chiudono una collaborazione iniziata nel 1997 e durata oltre tredici anni. Bolasco ha deciso di lasciare il Gambero Rosso e, dunque, la direzione della guida Ristoranti d’Italia come anche il ruolo di autore del Gambero Rosso Channel, la televisione tematica prodotta dal gruppo editoriale in collaborazione con RaiSat.
“Sono entrato – spiega Marco Bolasco – in questa azienda a 23 anni. Gli devo molto – e non lo dimentico neppure in un momento difficile come questo – perché mi ha permesso di fare un’esperienza professionale meravigliosa. Ma ora sono costretto a fare un passo indietro, non trovandomi d’accordo con le – peraltro legittime – scelte editoriali della nuova proprietà. Non ritrovo più lo spirito originale del Gambero Rosso e il progetto culturale che ho sposato e contribuito a far crescere”.
“L’azienda – aggiunge Bolasco – sta operando una serie di tagli che hanno colpito tutti i settori, compresa la redazione delle guide. La verità è che non sono più nelle condizioni di portare avanti il mio lavoro quotidiano come ho sempre fatto. E se non posso lavorare secondo i miei canoni, preferisco lasciare.” Nel 2006 Marco Bolasco ha assunto il ruolo di curatore di una delle guide leader nel settore della critica gastronomica italiana e internazionale, infondendo una precisa linea editoriale e contribuendo al tempo stesso al profondo cambiamento in atto nella ristorazione italiana.
In quest’ottica, nel 2007, era stata pensata anche una delle sue più recenti “creature”: la guida Low Cost. Bolasco è stato anche una delle firme del mensile Gambero Rosso per il quale, nel corso degli anni, ha seguito in particolar modo l’evoluzione della nuova cucina italiana ed europea. (Adnkronos)

Vino – Vinitaly, proposto il sommelier al supermercato (9Colonne)

Roma, 18 marzo – La grande distribuzione si sta affermando sempre più come luogo per acquistare vino di qualità, e la scelta di etichette proposta da iper e super è ormai molto amplia ed articolata per rispondere a tutte le fasce di consumo. Ma tra i freddi “scaffali” della Gdo, canale dove ormai viene venduto il 60% del vino, il cliente è abbandonato a se stesso davanti a un impressionante stuolo di bottiglie tra cui poter scegliere. Se il prezzo, il passaparola o la telefonata all’amico più esperto possono aiutare a una fare prima “scrematura” di etichette, nessuno è però in grado di sostituire il prezioso supporto di un sommelier nel consigliare l’abbinamento con il cibo appena messo nel carrello, o nell’illustrare caratteristiche, storia e provenienza di questo o quel vino. Proprio del possibile ruolo del “sommelier allo scaffale” si parlerà a Vinitaly Verona dal 2 al 6 aprile, evento di riferimento dell’enologia italiana, in un dibattito organizzato da Winenews/Vinitaly. Di queste figure nella Gdo ne esistono, almeno per il momento, in pochissimi casi, anche se qualche grande catena sta timidamente iniziando ad attrezzarsi per rispondere a una richiesta che proviene dai loro stessi clienti. Una tendenza che può essere anche un valido sbocco professionale, favorendo la creazione di nuovo lavoro in un momento di crisi occupazionale, laddove negli ultimi anni, d’altronde, sono fioriti miriadi di corsi di sommelerie, tanto che anche Montecitorio ne ha organizzato uno su richiesta dei parlamentari. (9Colonne)

Vino – Nero d’Avola quarto per vendite nella grande distribuzione (Agi)

Palermo, 17 marzo – Nero d’Avola, Syrah e Alcamo sono i vini siciliani più venduti nella grande distribuzione in Sicilia secondo una ricerca che Veronafiere ha commissionato a IRI-Infoscan sull’andamento del mercato nel 2008 e che verrà presentata a Vinitaly. Il Nero d’Avola conferma di essere uno dei vini più apprezzati dagli italiani, piazzandosi al quarto posto della classifica dei più venduti in Italia nel canale della grande distribuzione, in cui lo precedono nell’ordine: Chianti (Toscana), Lambrusco (Emilia Romagna), Barbera (Piemonte e Lombardia). Anche il Syrah di Sicilia ottiene un quarto posto, ma in un’altra classifica, quella dei vini che registrano un maggior tasso di crescita, dove le prime tre piazze sono occupate da Negroamaro (Puglia), Aglianico (Campania), Traminer (Trentino). (Agi)

Vino – Chianti, Morellino e Sangiovese i più venduti in Toscana (Agi)

Verona, 17 marzo – Chianti, Morellino di Scansano e Sangiovese sono nell’ordine i vini più venduti nella Grande Distribuzione in Toscana. Il Chianti (Toscana) risulta primo nella classifica dei vini più venduti nella Gdo a livello nazionale; il Rosso Toscana (Toscana), invece, entra nella classifica dei vini che registrano un maggior tasso di crescita, con una progressione del 17,2% a valore. Lo riferisce la ricerca che Veronafiere ha commissionato ad IRI-Infoscan sull’andamento del mercato nel 2008 e che verrà presentata a Vinitaly 2009, dal 2 al 6 aprile a Verona (www.vinitaly.com).
Ma anche le vendite di vino confezionato nelcanale della Grande Distribuzione risentono della crisi economica. Dall’anteprima della ricerca, si può notare che il calo, in volume, è più marcato nei vini “da tavola” (dal brik ai bottiglioni) piuttosto che nelle bottiglie a denominazione d’origine, in crescita zero dopo anni di trend positivi. Sorprendentemente cresce il consumo di fascia medio/alta, a conferma di una tendenza generale dei consumatori che non rinunciano al piacere di una bottiglia di buon vino, tanto più in tempi non facili (vedi Tabella 1 in allegato). “Il 2008 del mercato del vino nella Grande Distribuzione – ha commentato Virgilio Romano, Client Solutions Account Manager di IRI Infoscan – è stato caratterizzato da una seconda parte dell’anno resa difficoltosa dallo scenario macroeconomico. In tale contesto, il vino confezionato nel suo complesso mostra un dato in calo che è possibile suddividere tra la sostanziale stabilità nei volumi dei vini in bottiglia da 0,75 (crescita 0) ed il calo sostenuto di tutto l’altro vino, dal brick ai grandi formati (-3,6%)”.

Agricoltura – Zaia, l’Ue tutela riso “Nano Vialone Veronese Igp” (Asca)

Roma, 17 marzo – ”L’Europa ha dimostrato grande attenzione per un prodotto di eccellenza dell’agricoltura italiana come il riso e ha accolto le modiche al disciplinare, che tutelano e valorizzano la qualità di una risorsa importante per il comparto del nostro Paese”. Con queste parole il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Luca Zaia ha commentato l’approvazione delle modifiche da parte della Commissione Europea al disciplinare di produzione del Riso Nano Vialone Veronese Igp, denominazione registrata nel 1996 e che costituisce un importante punto di riferimento nel settore risicolo italiano. ”Dopo il blocco delle tariffe dei dazi all’importazione per il riso semigreggio, un altro successo per l’agricoltura italiana – continua Zaia – si tratta di un ulteriore passo in avanti nella valorizzazione delle produzioni agroalimentari italiane di qualità, riconosciute a livello comunitario”.
Le modifiche accolte dall’Unione europea rafforzano ancor di più la qualità del prodotto in quanto introducono l’obbligo di utilizzare sementi della varietà Vialone nano certificata dall’Ente Nazionale Sementi Elette – ENSE e precisano alcune caratteristiche biometriche dei chicchi di riso.
Il tutto si sposa perfettamente con l’obiettivo principale di tutela dei diritti del consumatore ad avere una informazione trasparente e chiara riguardo le eccellenze italiane, a tutto vantaggio dei produttori impegnati ad una serrata competizione sui mercati nazionali e esteri per salvaguardare il patrimonio agroalimentare italiano. ”E’ importante proteggere – conclude Zaia – le produzioni di eccellenza che il nostro Paese sa esprimere e che rappresentano un biglietto da visita importante del Made in Italy nel mondo”.

Salute – Cibo: meno tumori con dieta senza carne rossa (Ansa)

Roma, 17 marzo – Una dieta senza carne rossa o vegetariana puo’ aiutare a proteggerci dal cancro, la conferma viene da uno studio britannico pubblicato dall’American Journal of Clinical Nutrition. L’analisi dei dati, su un campione di 52.700 tra uomini e donne, mostra come coloro che non mangiano carne sono significativamente meno esposti all’insorgenza di tumori ma, a sorpresa, i ricercatori hanno anche riscontrato tra i vegetariani una maggiore incidenza di tumori colon-rettali, malattia finora ritenuta strettamente legata a una dieta ricca di carne rossa. Lo studio ha diviso il campione (uomini e donne tra i 20 e gli 89 anni, reclutati in Gran Bretagna dagli anni ‘90) in gruppi distinti: quelli che nella dieta includono carne rossa, quelli che mangiano solo pesce, vegetariani e vegani. In tutto il campione si è riscontrato un calo dell’incidenza di tumori (probabilmente per migliorata qualità dell’alimentazione rispetto a studi precedenti nel tempo), ma il calo di ogni genere di cancro è molto più significativo tra chi mangia pesce e i vegetariani. C’è però un dato che, rispetto a un’opinione diffusa, ha creato sconcerto e interrogativi: per il cancro del colon-retto, sembra proprio che ci sia un trend inverso, con i vegetariani che ne mostrano una maggiore incidenza rispetto agli altri gruppi. I ricercatori sono stati sorpresi dalla scoperta che contraddice precedenti studi che legano il mangiare molta carne rossa all’insorgere di questo tipo di tumori. (Ansa)

Vino – I “collectibles” non conoscono crisi (Agi)

Firenze, 17 marzo – La crisi economica sta colpendo tutti i settori, anche quello enogastronomico. Ma c’è una nicchia di prodotti che riesce a salvarsi: i prodotti di qualità, certificati e da collezione. Tra questi i vini.
Sabato scorso a Roma, all’Asta della Gelardini & Romani Wine Auction, la prima Casa d’Aste d’Italia specializzata in vino dal 2004, è stato aggiudicato il 119% del valore di base asta, con incrementi medi su base asta, per lotto, del 47%. “Siamo i primi a sorprenderci di questo straordinario risultato se pensiamo al contesto generale dell’economia – spiega Raimondo Romani della Gelardini & Romani – d’altra parte però, da questa Asta abbiamo avuto un’ulteriore conferma che, nel suo complesso, il mercato dei vini “Collectibles” continua ad essere solido e il pensiero va immediatamente ai Prémier Cru di Bordeaux”.
Ma a fare la parte del leone nell’asta di sabato scorso è stato proprio un vino italiano, il Masseto. Un lotto di 6 bottiglie di Masseto 2001 è stato battuto a 3.953,40 Euro (660 Euro a bottiglia), cifra più alta della giornata. A seguire, due lotti di La Tache (1942 e 1943), battuti sopra i 3.200 Euro, poi 3 bottiglie di Corton Charlemagne e 6 di Sauternes.
“L’Ufficio Studi di Mediobanca nel novembre scorso l’aveva detto, l’Oro e il Vino saranno gli investimenti che performeranno meglio nel 2009 – queste le parole dell’AD della tenuta dell’Ornellaia, Giovanni Geddes, che aggiunge – i grandi vini d’investimento potranno dare una mano all’economia per una ripresa che ponga le proprie basi dai beni rifugio”.
Un risultato eccezionale che fa capire quanta attesa ci sia, da parte degli esperti, verso le bottiglie En Primeur (metodo di vendita prettamente francese ormai sdoganato anche in Italia), considerando che una bottiglia di Masseto 2006, che verrà messo sul mercato tra nove mesi, ha avuto una battitura di oltre 600 euro.
“Dal nostro punto di osservazione del mercato – continua Raimondo Romani – la domanda è in crescita e lo è innanzitutto per i Supertuscan con il Masseto in testa, quindi Le Pergole Torte, Oreno, Messorio, Desiderio, Tiganello, Solaia, Ornellaia, Sassicaia Giramonte, sempre più “protagonisti” del mercato internazionale dei vini “Collectibles”. Molto richiesti anche i Bourgogne della Cote de Nuits, in particolare i Pinot Noir di Emmanuel Rouget e di Gilles Jayer oltre, ovviamente, ai Grand Cru del Domaine de la Romanee’ Conti ed ai Corton Charlemagne di Coche Dury. Domanda costantemente in crescita anche per alcuni Chateauneuf-du-Pape e per alcuni Riesling della Mosella; segni di ripresa per il Brunello di Montalcino che, anche sulla scia dell’uscita di un’ottima annata come il 2004, sembra stia riconquistando la fiducia degli appassionati”. (Agi)