Guide: è uscita “Ristoranti di Roma 2009” del Gambero Rosso

Lunedì 22 settembre al Teatro della Cucina della Città del gusto di Roma il Gambero Rosso ha presentato la nuova edizione 2009 della guida ai Ristoranti di Roma.

Ecco tutte le novità (da www.gamberorosso.it)

- Cambia il metodo di valutazione dei ristoranti: più importanza alla cucina.
Cambia di continuo il volto della città, cambia con un ritmo frenetico il panorama dell’offerta gastronomica della Capitale, cambia per la prima volta (ed è la prima grande novità di questa edizione) il sistema di valutazione adottato dalla Guida: sui 100 punti a disposizione sono ora 70 (dai 60 dello scorso anno) quelli destinati a valutare la cucina. Scompare la voce ambiente, che viene valorizzata (nei casi di eccellenza) attraverso i punti di bonus, restano invariati il peso della cantina e del servizio. Una piccola rivoluzione “di metodo” per un approccio diverso al mondo della ristorazione, che valorizza (e premia) l’essenza dell’esperienza gastronomica.

- Più importanza, dunque, a quello che c’è nel piatto. A sottolineare che è soprattutto la qualità di quello che arriva in tavola il metro di giudizio più interessante per valutare locali e ristoranti. Si inseriscono perfettamente in questa filosofia le classifiche (altra novità dell’edizione 2009) dei ristoranti che propongono i migliori piatti tipici della tradizione romana. Si trovano in apertura di Guida e rappresentano un diverso modo per individuare le eccellenze gastronomiche della città. Dalla carbonara al cacio e pepe, dunque, dall’abbacchio al baccalà, dal carciofo alla giudia ai supplì, Roma trova così i suoi “re per un piatto”, indirizzi imperdibili per andare a colpo sicuro nella ricerca del meglio.

- C’è un nome solo al vertice delle classifiche: La Pergola de l’Hotel Rome Cavalieri. Merito di una squadra super affiatata che non teme confronti in termini di professionalità e di uno chef, Heinz Beck, che riesce a sorprendere ogni volta di più con piatti di grande tecnica, creatività e leggerezza.

- Perde le Tre Forchette, invece, Antonello Colonna, che le aveva conquistate nel 2005. Il suo piccolo ed elegante locale di Labico, una trentina di chilometri dalla Capitale, resta comunque fra i primissimi della regione. Una tappa enogastronomica di alto livello e il luogo per eccellenza dove trovano nobilitazione i prodotti e i sapori più tipici della campagna romana.

- Un significativo balzo in avanti accomuna tre ristoranti che ora, a giusta ragione, non possono più essere considerati solo degli ambiziosi outsider ma protagonisti veri della miglior ristorazione cittadina e regionale:
Le Colline Ciociare di Acuto, dove Salvatore Tassa propone una cucina di grande personalità, tecnicamente ineccepibile e di stupefacente equilibrio;
Il Pagliaccio di Anthony Genovese, cuoco di talento che sembra aver raggiunto ormai una maturità espressiva in grado di regalare piacevoli emozioni;
L’Altro Mastai, con il bravo Fabio Baldassarre, sensibile autore di piatti originali dagli accostamenti audaci ma precisi.

- Il panorama della ristorazione “lontano” da Roma mostra come sempre buona salute con un bel numero di locali molto interessanti. Gli esempi più evidenti sono rappresentati dalla consueta Trota di Rivodutri, dalla Parolina di Acquapendente e dal Tordo Matto di Zagarolo.

- Molte le novità, dentro e fuori le mura cittadine, prima fra tutte quella di Pipero ad Albano Laziale, subito meritatamente premiato con le due forchette. In città, sempre sul fronte due forchette, traguardo raggiunto dal Sanlorenzo.

- I Tre Gamberi (il massimo riconoscimento per una trattoria) vanno anche quest’anno, all’Osteria di San Cesario.

- Da segnalare, anche quest’anno, il primato del bere bene cittadino di Roscioli, unico locale (un po’ ristorante, un po’ gastronomia, un po’ wine bar) premiato con le Tre Bottiglie, il riconoscimento per i migliori wine bar.

(Da www.gamberorosso.it)

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