Roma, 28 ottobre – A tavola, oggi, come mezzo secolo fa. Almeno, di domenica. Arrivano le nuove mode ‘imposte’ dalla globalizzazione, dal fast food al kebab, dalla nouvelle cousine all’happy hour: ma il pranzo domenicale in famiglia resiste, nel rito come nel menu, rimasto pressoché identico.
Antipasto di salumi, pasta asciutta o al forno ripiena, arrosto con patate, torta di mele: ecco le pietanze servite a mezzogiorno nelle case degli italiani nel giorno di festa, secondo la ricerca realizzata dal centro studi dell’Accademia italiana della Cucina.
L’indagine è stata effettuata in tutte le regioni italiane, per sondare il rapporto che lega gli abitanti del Bel Paese con il rito del pranzo della domenica in famiglia. “La ricerca -informa Giovanni Ballarini, il presidente dell’Accademia italiana della Cucina fondata da Orio Vergani nel 1953- conferma che il pranzo della domenica è un cerimoniale amato e diffuso in ogni angolo d’Italia. Non solo resiste alla nuove tendenze alimentari, ma rappresenta il più solido presidio della tradizione gastronomica italiana.
In un’epoca caratterizzata dall’omologazione alimentare e dalla destrutturazione dei pasti, il pranzo della domenica rappresenta il baluardo più autentico contro i fast food e il rito attraverso il quale recuperare l’antica tradizione del desco familiare”.
Infatti, è un appuntamento fisso ogni fine settimana per oltre la metà degli italiani: il 52% dichiara di non saltarlo mai, un ulteriore 21% lo rispetta una domenica sì e una no; soltanto il 5% afferma di non averlo mai in agenda. Quanto alla motivazione prevalente, per il 63% ci si incontra soprattutto per “riaffermare il valore della famiglia e lo spirito di convivialità”.
Ovviamente, il 95% officia il rito in casa confinando nella quota residua del 5% coloro che optano per il ristorante.
Ma chi cucina, la domenica? Nell’80% dei casi la donna, sia essa la moglie, la mamma o la suocera. Ma non è disprezzabile la quota del 20% riservata ai cuochi maschi. Quelli che proprio non vogliono stare ai fornelli sono i giovani: meno del 5% dei figli prepara il pranzo della domenica. Quanto poi al numero di coloro che si siedono a tavola, la media è di 5 e sale a 6 nel Sud; ma non mancano i pranzi con 10 convitati, nel 7% dei casi.
L’orario per l’appuntamento è per il mezzogiorno: soltanto il 20% opta per la cena la sera, “come momento di socializzazione della famiglia”. Su cosa mettere a tavolo, influiscono davvero poco i consigli in tv: 9 italiani su 10 si affidano a scelte, gusti ed esperienze personali e soltanto il 7% cerca le ricette su libri e riviste. Ne consegue che ben l’82% degli italiani punta sui piatti di tradizione locale e appena uno su cento si affida a menu internazionali.
A tavola, fra gli antipasti prevalgono gli affettati, in testa prosciutto e salame talora accompagnati da formaggi (28%); seguono i crostini (15%) e gli antipasti di mare (5%).
Tra i primi piatti, la parte del leone la fa la pastasciutta (17%) che precede i tortellini (16%), le lasagne (12%) e il risotto (11%).
Fra i secondi, il classico è rappresentato dall’arrosto (24%) con il contorno di patate (30%) o insalata (26%). Infine, ‘dulcis in fundo’: primeggia la torta (15%) preferita alla crostata (12%), alle pastarelle (8%) e al gelato (7%). (Adnkronos)
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