Milano, 20 novembre – Le tre stelle, sinonimo dell’eccellenza, rimangono invariate, ma crescono i cuochi emergenti, anche se fatichiamo a esportare la nostra cucina di alto livello nel mondo. E’ la situazione della ristorazione italiana fotografata dall’edizione 2009 della guida Michelin.
I ristoranti a tre stelle italiani rimangono cinque, contro i quasi trenta della Francia: ‘Al Sorriso’ a Soriso (Novara), ‘Dal Pescatore’ a Canneto sull’Oglio (Mantova), ‘Le Calandre’ a Rubano (Padova), ‘Enoteca Pinchiorri’ a Firenze e ‘La Pergola’ a Roma. Non compare piu’ nella guida e, quindi, ha ‘perso’ le due stelle il ristorante di Gualtiero Marchesi a Erbusco (Brescia). ”Quando un ristorante non vuole giudizi o comparire nelle guide come in questo caso – spiegano i curatori della edizione italiana della ‘rossa’ – lo togliamo e passa semplicemente sull’elenco telefonico”. Cresce invece da 29 a 34 il numero dei ristoranti a due stelle e da 217 a 236 il totale di quelli a una stella. ”Abbiamo provato e riprovato i ristoranti candidati a passare alle tre stelle – proseguono i curatori – ma nessuno ci ha dato per ora le garanzie sufficienti. C’e’ invece una forte spinta di giovani e bravi cuochi che stanno crescendo”.
Secondo gli chef presenti alla conferenza milanese, la crisi non intacchera’ ne’ l’eccellenza ne’ le trattorie, bensi’ ”la ristorazione intermedia, che rischia di essere ne’ carne ne’ pesce”. (ANSA).
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